Disciplina delle unioni civili (DDL 2081/15)

22/02/16

Il Disegno di Legge n. 2081 del 6 ottobre 2015, denominato Cirinnà/bis, dal nome della relatrice Sen. Monica Cirinnà, ed attualmente in discussione al Senato, si pone come obiettivo la disciplina delle coppie di fatto e delle unioni civili.

Da un punto di vista tecnico, il DDL si compone di due parti: la prima (commi da 1 a 35 del DDL), relativa alle «unioni civili», definite come unioni di persone del medesimo sesso, con lo scopo della organizzazione di una vita comune; la seconda, relativa ai diritti ed ai doveri nascenti dal riconoscimento della c.d. "convivenza di fatto", sia essa eterosessuale che omosessuale.

Per quanto riguarda le unioni civili, il DDL allo stato regolamenta le modalità per la istituzione e la certificazione dell'unione, previa iscrizione nel registro che verrà appositamente istituito presso l'Ufficio di Stato Civile di ciascun comune, nonché le cause impeditive e le modalità di cessazione dell'unione (accordo tra le parti, recesso, matrimonio, morte), con le relative imposizioni di natura tributaria.

Quanto alla disciplina delle convivenze di fatto, a seguito di un acceso dibattito in Senato, il DDL detta una definizione dei c.d. "conviventi di fatto" (persone maggiorenni non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da unione civile, che siano unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, nonché coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune), prevedendo una sostanziale equiparazione di tale "formazione sociale" ai regimi patrimoniali della famiglia intesa come la comunione di vita spirituale e materiale la cui fonte è il matrimonio.

Importante la previsione speciale di mutamento ex lege del matrimonio contratto tra due soggetti eterosessuali in unione civile a seguito della rettificazione del sesso di uno dei conviventi, come recepita dalla giurisprudenza costituzionale (Cost. 11 giugno 2014, n. 170)

Con la disciplina in esame, dunque, il legislatore intende colmare la lacuna normativa in materia di "convivenze di fatto", sino ad oggi risolta con un giurisprudenza, anche costituzionale, grandemente favorevole alla equiparazione della convivenza di fatto alla famiglia a tutela giuridica e per mezzo di soluzioni tecniche lasciate alla contrattazione privata (si veda l'allegata scheda, predisposta dal Consiglio Nazionale del Notariato, in merito alla stipula dei contratti di convivenza).

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